Guazzabugli dell'esistere

Spigolature, paturnie, eccidi sentimentali, minestroni e deliri, sperando, dove possibile, di infilare qualche sorriso.

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Blogger: ironicosclero
Partenopeo un po' per forza e un po' per passione. Disincantato ma romantico (a sorpresa); accogliente ma anche spigoloso; solitario all'inverosimile benché socievole; sensibile ma distaccatissimo; mutevolissimo ma anche costante (universale); pigro ma iperattivo; logorroico oppure silenzioso; sintetico quantanche ampolloso; diffidentissimo a dispetto di una ricorrente, sconcertante ingenuità; tollerante ma col vaffa sempre pronto in gola. In sintesi, vagamente schizofrenico. Parte di quello che scrivo finisce sul blog, sul quale piovono sensazioni ed episodi, d'impulso e no.

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Questo blog non è un essemmesse!

lunedì, 28 aprile 2008

Sinistre elezioni.

 

Le commento in netto ritardo, ma chi se ne frega (il ritardo è la mia condizione standard).

Insomma, loro1  hanno vinto. E uno che militava nel Fronte della Gioventù è Sindaco di Roma. Mi pare indicativo dell’amore che l’ala sinistra ha saputo convogliare. Altrove.

 

1Sentita oggi: “La sinistra ha messo l’Italia in ginocchio, la Destra sta per metterla a 90°”.

 

Ma sopravvivremo: abbiamo superato vent’anni di fascismo, cinquant’anni di DC, e abbiamo già sfangato tre lustri di imbarbarimento culturale2, 2 bis.

 

2Avevo votato Sinistra Arcobaleno (mai un voto a chi accoglie la Binetti nella sua compagine), poi è sparita (la SA, ovcòrs). Fosse così anche per il il Nano, tra cinque anni lo voterei.

 

2 bis Mi chiedo se riusciremo a superare anche i lustri a venire. Ora come ora mi sembra che mi manchino le forze, ma come i topi spero* di abituarmi a tutto.

 

* (temo)

 

Quindi dopo essere stati governati per due anni da creature ondivaghe, inconcludenti e piegate3, dal 13 aprile il potere è detenuto da individui rozzi, razzisti, violenti e volgari. Essi dovranno decidere di politica economica/estera, sanità, istruzione, ricerca. Far prendere decisioni del genere a gente di destra è un po’ come chiamare me a decidere di trend-setting per la primavera/estate 2009. O Mino Reitano invited speaker a un congresso come genetista emerito4.

 

3 Al politically correct. E perpendicolarmente (= a 90°) rispetto al Vaticano (Uh! Ma allora sono attivi! Il mondo non finisce mai di stupirmi).

 

4 (Meglio non fare gli spiritosi: con questi chiari di luna Reitano potrebbe potere)

 

Per come stanno le cose oggi, il Sistema è blindatissimo. Infatti:

-    essi, benché viziatissimi e strapagati, non sono tenuti a dar nulla in cambio5; i precedenti penali non scoraggiano6 l’accesso alle succitate posizioni;


5 Ecco perché il loro posto di lavoro è così ambito.
6 (e forse incentivano).

 

-    le competenze non hanno rilevanza. Un esempio per tutti: il Ministero dell’Ambiente. Non mi risulta che in materia ambientale deliberino ingegneri, fisici, chimici, geologi, agrari. Nessuno, che io sappia, si è preso la briga di (i) spiegare gli slogan ambientalisti7 (ii) legiferare contro l’industria del packaging – e.g. introducendo tasse mostruose sulla produzione dei materiali da confezionamento non biodegradabili in modo da renderli economicamente svantaggiosi; (iii) incentivare per davvero la trazione elettrica, promuovendo l’impianto capillare di centraline per la ricarica (la cui assenza di fatto blocca qualunque diffusione significativa di veicoli elettrici). Si potrebbe anche finanziare la ricerca per realizzare accumulatori con isteresi sempre più bassa; (iv) saponificando Alfonso Pecoraro Scanio (fatto molto ecologico); (v) saponificando Berlusconi-Calderoli-Borghezio-Santanchè-Rutelli; (vi) saponificando anche me, che sono qualunquista.

      7 IMHO, per esempio, il nucleare è necessario; e osteggiarlo è suicida oltre che ipocrita visto che noi italiani ne facciamo uso7 bis pur non producendolo7 ter. È un po’ come se dicessimo che wurstel e crauti fa male, ma poi li importassimo spacciandoli per pizza, e lamentandoci che costano troppo; e proponendo mille strategie – panacee? – per risparmiare un crauto all’anno a testa7 quater.
7 bis (importando il surplus energetico dei Paesi confinanti con noi).
7 ter (vantandocene).
7 quater A dirla tutta-tutta, più che il nucleare in sé, mi fa paura la gestione italiana del nucleare.

 

Tutto il resto è nausea; una nausea che essi hanno interesse a tenere viva. Infatti, più è forte lo scollamento tra cittadino e istituzioni più il sistema politicopuò autoalimentarsi. Tra l’altro con 300.000 voti (cito a memoria) si forma un governo, quindi la possibilità che l’intera classe politica sia delegittimata con l’astensionismo è nulla. Qualcosa potrebbe cambiare se/quando essi capiranno che garantire benessere, stabilità, sanità, e tutte queste minchiatelle ai cittadini, alla lunga, sarebbe un fatto positivo per il tornaconto di essi stessi. Fino ad allora, poco o nulla da fare.


8 Le elezioni svoltesi il 13 aprile e non il 6 affinché le merdacce potessero maturare la meritatissima pensione mi sembrano indicative.

 

Inoltre, visto che nessuno strumento civile di dialogo/dissenso (esposti, denunce, manifestazioni, cause, finanche gli arresti) sembra aver efficacia, capisco come si possano essere sviluppati gli anni 70 (nell’accezione di lotta armata/anni di piombo/Lotta Continua/strategia della tensione/attentati/libero sfogo alla fantasia).

In questo panorama è quasi irrilevante che i piccoli partiti abbiano un peso spropositato9. Nel frattempo, la legge elettorale non è cambiata e quindi per altri cinque anni assisteremo vomitando alle solite lotte di potere dei nostri politici dediti solo a tamponare la loro insaziabile, psicotica bulimia di potere. Le riforme10 resteranno un’ipotesi11, non essendo nei fatti priorità del governo.

 

9 Il governo è collassato per patetici, noti dispettucci aventi Masty al centro. Praticamente, la batracomiomachia.

10 Quali e quante sarebbero, almeno nelle intenzioni? Quante volte saremo richiamati/multati dalla Comunità Europea per gli innumerevoli mancati adeguamenti a qualche direttiva comunitaria?

11 Anzi, resteranno ipotese.

 

Vogliamo anche parlare delle colpe sinistre? Del fatto che i sindacati hanno provato a mettere gli imprenditori con le spalle al muro, e che quindi gli imprenditori sono andati a cercare operai  a buon mercato nel sottosviluppo12 del mondo? Che i fatti hanno tristemente dimostrato che lavoratori e impresa presentano solo due differenti espressioni della stessa violenza13? 

 

12 Dove si può produrre nel totale disprezzo di ambiente, sicurezza sul lavoro, previdenza sociale. Ed è (anche) così che la Cina è diventata l’unica potenza mondiale12 bis.

12 bis (e la più arrogante/brutale/insopportabile)

 

13 IMHO, il precariato è stato la risposta incivile del mondo imprenditoriale alle pretese di parecchi lavoratori di essere pagati senza dover fornire in cambio alcuna prestazione (troppi permessi, giorni di malattia, premi di produzione, assenteismo, produttività bassa). Lavorando nel pubblico, ho davanti agli occhi un buon 20-30% di persone che fanno così. Naturalmente non sono stati puniti i vecchi fannulloni, ma i nuovi volenterosi 13 bis. Adesso che i sindacati contano quanto l'ONU (e cioè nulla) sembrano aumentare i morti sul lavoro perché la produttività vale più della vita umana. Non ci sono innocenti.

13.1 (Forse)

 

Qualcuno mi aiuta a trovare un brandello di speranza? O almeno di illusione?

 

postato da: ironicosclero alle 23:10 | link | commenti (14)
categorie: emozioni, attualità da casalinghe
venerdì, 11 aprile 2008

nopechino.jpg

Ecco la lista

(da www.mentecritica.net)
postato da: ironicosclero alle 00:54 | link | commenti (12)
categorie:
martedì, 08 aprile 2008

Frulllllll….
 
I periodi schizzati si alternano a periodi più schizzati. L’andamento è monotono crescente. E quindi, non bastando il superlavoro, l’igiene alimentare forzata, un’infezione cronica a un dente, i corsi, i capi, le riunioni, i due luoghi di lavoro, l’orrida necessità di contattare fornitori, ora ci si mettono anche i lavori di casa (si minacciano alcune settimane si delirio).
E così mi trovo catapultato in un mondo fatato. Nel quale è normale smontare mobili nottetempo (e svitare, e smembrare), ritrovare vecchissime fotografie (e scoprire che a 20-22 anni ero abbastanza più in carne di oggi. E va bene. Più grave è stato scoprire che il grado di invecchiamento relativo al periodo 30 anni-oggi è molto superiore al grado di invecchiamento 20-30 anni. Ciò è altamente non lineare. Ho vergogna dell’argomento capelli), scovare cose anziane come l’abbronzante Bilboa prezzato in lire (e il tanfo si misura in candele), utilizzare i sacchetti sottovuoto per conservare oggetti voluminoso (e notare che le valvole non tengono come atteso, e che ogni operazione va ripetuta una ventina di volte ).
Quello che non è normale è fare tutti questi servizi con LadyM (mia màtre).
 
Esempio #1.
 
- Mamma, mi prendi un altro sacchetto per il sottovuoto?
- Aspetta, dove metterai le coperte [non rispondo, e quindi non scado nel volgare]? C’entreranno [ma se ne stiamo riducendo il volume; e comunque non ti ho detto dove]? Poi dobbiamo scegliere in che combinazione mettere i plaid, e i copriletto, e le coperte fatte a maglia [propongo a cazzo] Ce ne sono solo due [di sacchetti], poi come si fa? E poi…
- Mamma. Adesso facciamo un gioco: io dico “Prendi un sacchetto per favore”, e tu dici “Sì, subito” e non discuti. Proviamo?
 
Ha obbedito. E ha funzionato.
 
Esempio #2.
 
- Dove butti la spazzatura?
- Nella spazzatura.
- Lasciala a me, tanto domani mattina scendo.
- Sì, ma io sto uscendo adesso, e il cassonetto è vuoto [capita di rado, NdA] e a un metro dal portone.
- Sì, ma domani potrò mettere la spazzatura nel carrello della spesa e…
[reiterare altre n volte]
- Mamma, adesso facciamo un altro gioco. Io ti dico che butto la spazzatura e tu dici solo “Va bene”. Ti va?
Ridurre le parole superflue è facile in modo imbarazzante.
Adesso scappo, che devo sminare una stanza.
 
OT, forse. Un irrinunciabile test elettorale

Mentecritica: Il Gran Quiz Elettorale

Fai il Quiz!

E il mio profilo è, sorprendentemente ma non troppo, il seguente:
 

Disilluso.

Niente da fare, la tua visione dell'attuale situazione politica in Italia è o troppo limpida o troppo ingenua. In alcuni casi vedi le cose per come dovrebbero essere e non per come sono, altre volte, con consapevole distacco e una punta di disillusione, sei capace di dare giudizi sarcastici e taglienti provocando e provocandoti quell'inane sussulto di riso amaro che spesso consideri, quasi senza accorgertene, l'unico piccolo piacere che il mondo politico ti darà mai. Hai capito tuttavia che non te ne fai niente, come hai capito anche che ormai in Italia il diritto di voto è come la patente: tutti ce l'hanno e, non solo non ci rinuncerebbero mai, ma si sentono anche in obbligo di usarla. Così c'è chi va a votare pur non sapendo per chi o perche´ per quel chi, e c'è chi va in auto al negozio dietro l'angolo al quale prima andava sempre a piedi. Nonostante questo, molto probabilmente, insieme a tutti quelli completamente dimentichi delle battaglie per la democrazia e di cosa voglia dire veramente 'delega', andrai anche tu nuovamente ad esprimere un giudizio sull'abilitè dei designer dei simboletti di turno. Scegli con giudizio, soffermati sulla qualità della linea e sulla ragionevolezza degli accostamenti di colore, nonche´ sulla coerenza della composizione nel suo insieme: da te dipende il nostro futuro.

postato da: ironicosclero alle 19:24 | link | commenti (7)
categorie: un pizzico di affari miei
mercoledì, 02 aprile 2008

Questo sono io

 

Per quanto, con un po' di nichilismo, orgoglio, nausea, eccetera eccetera, probabilmente legati a un uso sconsiderato di Report, The Guardian, pensiero logico, vorrei dichiarare la mia volontà ferrea di distinguermi da tutti LORO, e quindi non mi sento vicino a nessuno di LORO e in sintesi ribadisco il mio essere altro da (= migliore di) LORO.

Mi lascia perplesso che nel Politometro siano occupati solo il I e il III quadrante, il che esclude la possibilità che esistano le figure (1) laico + conservatore e (2) progressista + confessionale. Questo rappresenta una realtà politica tagliata con l'accetta, e non fa altro che ribadire che sono (e siamo) altro da loro.

Contributi previdenziali a parte, direi "per fortuna".

(Errata corrige: avevo scritto "II" e "III", e non - correttamente - I e III. Infilo la faccia nella fossa settica per la vergogna)

postato da: ironicosclero alle 10:26 | link | commenti (2)
categorie: attualità da casalinghe
venerdì, 28 marzo 2008

[…..] Svegliatevi bambini.
 
Piove ininterrottamente da due settimane, fa un discreto freddo e ho il naso chiuso. Però non cola: al suo interno varie concrezioni databili solo con gli isotopi radioattivi bloccano il normale afflusso di ossigeno. Che culo.
 
  • Sento un’amica della provincia flegrea
    “[cut] Come va con la spazzatura da voi?”
    “Abbastanza meglio: la ritirano quasi ogni settimana e le montagne non crescono più [cut]”.
    Ho l’ennesimo moto sussultorio alle budella (n è molto ma molto elevato).
 
  • Una Prof. anziana mi chiede “ci sei al Consiglio di Facoltà?”
    “???”
    Rifà la domanda, stavolta parecchio astiosa. Rispondo negando cortesemente, chiedendomi come mai loro sapessero e io no. Magari non mi riguardava, magari non mi è stata spedita una mail. Purtuttavia, è emersa la cronica sindrome dell’inadeguato. Tonnellate di domande inutili hanno fatto defileé nella mi cocuzza (“Cosa mi è sfuggito?” “Come posso essere sempre così distratto?”). Mi stanco da solo per questi atteggiamenti autodistruttivi.
 
  • Ho un matrimonio hollywoodiano tra poche settimane. Sarà a Ischia, promette bene. Ho paura/vergogna di dire quanto si minaccia di mettere come quota pro capite. Devo decidere se ritengo l’invito a un matrimonio (p a certi matrimoni) un reato contro la morale o contro la persona.
 
  • Entro in casa alle nove dopo il lavoro la spesa il traffico e giri inimmaginabili per parcheggiare la CessaMobile. Che è ferma in posizione impossibile. Porto i sacchi per la spesa, il pc portatile, l’ombrello. Dimentico un’altra borsa, torno alla Water-Mobile smadonnando.
    Poi mi sfuggono le cose di mano, stacco involontariamente l’auricolare dal cellulare milioni di volte; poi mi accorgo, mentre ho i guanti da cucina, che c’è un oggetto metallico e appuntito nella lavatrice. È la spilletta con cui unisco i calzini per non doverli faticosamente appaiare dopo il bucato. Togliere guanti, (aspettare) togliere spilla, riavviare la lavatrice.
    E cadono di mano cucchiare e taglieri (e tanta schiuma di eco-sapone; “eco” perché per immettere meno tensioattivi nell’ambiente diluisco il sapone con l’aceto. E differenzio anche la spazzatura. Qui, tali gesti hanno un che di grottesco. Forse mantengo un comportamento civile solo per sentirmi superiore, sbagliando. Superiore, ovvio, a quell’incredibile massa di sottosviluppati dei miei concittadini). E si rompe (= rompo) una ciotola. E mi partono di mano varie mollette mentre stendo i panni.
    Smadonno, stavolta a voce abbastanza alta. Mi sa che sono un po’ stanco e insofferente. E ho la sensazione di non sopportare niente e nessuno. E ho sonno. E non ho fatto quello che avrei voluto fare. Come ogni giorno, d’altra parte. Rifletto anche che i miei piani non sono irragionevoli. Tuttavia, riduco progressivamente il numero di attività programmate e, per quanto poche siano, me ne sfuggono sempre alcune.
 
Bestemmio, vado a letto. Anche per oggi le domande parassite hanno vinto.
È primaveraaaa…..
 
 
postato da: ironicosclero alle 00:56 | link | commenti (9)
categorie: emozioni, episodi
lunedì, 10 marzo 2008

 
Pur se in ritardo, pubblico la consueta rubrica sanremese. Devo dire, mai o quasi mai come quest’anno ha fatto veramente effetto Bifidus Actiregularis.
 
Eugenio Bennato. Per carità, bravo è bravo. Peccato che il genere quasi-etnico abbia scartavetrato le palle già da molti anni, e che grondi luoghi comuni come Ferrara cazzate (e sudore). La perfezione del politically correct è incastonata dai coristi coloured. Pronuncia sempre la parola “musSica”, evidentemente ignaro della relazione ortografia – pronuncia.
Sergio Cammariere. Poverino, è brutto di una bruttezza avvilente: al confronto Gianfranco D’Angelo sembra Andrea Giordana (da giovane). Canta monocorde, non ha voce e il testo è imbarazzante quasi come le sue sciarpine, ma almeno è un grandissimo pianista. Pur non producendo canzoni, almeno fa musica. Accontentarsi è la parola d’ordine.
Toto Cutugno. Quattordicesima volta a Sanremo. B(l)uffissimo. Diversamente da Little Tony, mi sta pure sul cazzo. Emette note a frequenze espresse da numeri irrazionali. Come la sua presenza sul palco-osceno di San Osceno per ben 14 volte. Deve essere un messaggio di speranza per tutti. O forse no.
Giò Di Tonno e Lola Ponce. Perché non gli hanno suggerito di chiamarsi, che ne so, Fosco Gualtieri? Chi gli ha scelto il nomignolo? E perché ce l’aveva con lui? Il brano, invece, è ‘na lagna insopportabile. E pure con gli accenti a cazzo. Guardando le loro stucchevoli mossettine sono scosso da sussulti. Provengono dal musical, perché non ci sono rimasti?
Finley. Di livello, va detto. Lo stesso dei Gazosa, delle Lollipop, dei Ragazzi Italiani. Forse appena più idioti. Più stonati. Più inespressivi. Più cani. Sopportabili come un discorso di Mastella sui gay.
Frankie Hi Energy. Il classico rapper confuso. Retorico e presuntuoso come chiunque scriva cazzate confondendole con l’oro colato. O forse è il suo oro colato. Cosa sarà il resto, sarebbe meglio se restasse mistero.
Max Gazzè. Musica carina, parole interessanti, tutto sommato. Un po’ alienante e stonato, ma rispetto al resto è tutto naso che cola.
Gianluca Grignani. Per lui Sartre avrebbe scritto “La noia”. Ma si sarebbe addormentato scrivendol...
L’Aura. Lei è molto brava, e il brano ha un discreto motivetto. Il testo, invece, è a dir poco banalotto. Imita Elisa. E quindi Tori Amos, Bjork, Kate Bush in ordine sparso.
Little Tony. Tenerezza a corte. Sensualità altrove.
Paolo Meneguzzi. Lo gemellerei con Fabrizio Moro. Un cane, e si prende pure sul serio. Perché, mi chiedo? Perché?
Mietta. Brava, e parecchio. Il testo di Panella è agghiacciante, tutto giocato sulle rime con la parola con “cesso”, almeno credo. Panella è quotatissimo, e questo mi raggela!
Fabrizio Moro. Brutto come la fame. Testo brrrr. Voce irritante. Perché lo fai, disperato ragazzo mio, come un angelo in agoniO?.
Amedeo Minghi. Clona se stesso e cerca di darsi una spruzzata di rock. A me ha fatto un certo effetto-metadone. A parte il brivido gelido per aver definito la vita “la meglio che c’è”. Ci fu una volta la scuola dell’obbligo. Ah, è una licenza poetica? Ahhhhh, ecco.
Anna Tatangelo. Lo sanno tutti: tutte le finocchie sono romantiche e sensibili, e si truccano, e sono discriminate e sbeffeggiate e tiranneggiate e mobbate (effettivamente, se il costume regredisce come sta facendo, questo sarà – ancora – più vero). Luoghi più comuni delle pudende di Cucciolina. Mi chiedo se lei e il suo truzzo-autore davvero credano di essere credibili. Una parte di me teme che qualcuno crederà davvero che la Taty abbia fatto qualcosa per la comunità gay (se esiste). C’è di buono che non sto sentendo questa cagata in radio.
Tiromancino. Replica Fabio Concato del 2007, solo più piatto. Fa conato.
Tricarico. Spreca. Aveva scritto una bella canzone, un testo vivaddio sincero e ispirato (forse autobiografico?) ma è talmente tanto stonato, senza voce, incapace e strafatto, da risultare veramente intollerabile. Cosa strana, ma neppure tanto, è tra i migliori.
Mario Venuti. È bravo e, diversamente da tanti colleghi, non annega gli ascoltatori nel caramello. Peccato che citi se stesso. Al netto dell’ispirazione e delle sopracciglia. E al lordo del fondotinta.
Michele Zarrillo. È un uomo normale. Infatti da quando canta non ha ancora capito come si tengano le note (= come si faccia il suo lavoro). Come un impiegato dell’INPS a cui si chieda un’informazione qualunque. Anche come me.
postato da: ironicosclero alle 01:04 | link | commenti (10)
categorie: episodi
giovedì, 21 febbraio 2008

Sentite alla radio.
 
Stamattina. Il solito protocollo.
 
-         Parte la radiosveglia (a volume concerto o, ancor peggio, chiasso da comizio o, fatto assai raro, frastuono dei camion della nettezza urbana).
-         Non mi sveglio. Come prevede il protocollo.
-         Parte la sveglia con sirena. I vicini la scambiano per un’esercitazione antincendio ed evacuano il condominio.
-         Bestemmio, e premo il tasto snooze. Poi mi riaddormento. Reitero un numero di volte (5 – n, con n elevato a piacere).
-         Si fa tardi. Come prevede il protocollo. Mi rassegno, e devo proprio svegliarmi.
-         Mansueto, faccio colazione ascoltando la radiosveglia che smadonna come Borghezio.
 
Al radiogiornale danno la notizia dell’ennesimo aumento del costo del petrolio (cerco di emozionarmi e fingo un sussulto, ma non me la do a bere). Un barile costa nuovamente più di 100 dollari (tisana , biscotto). Il prezzo della benzina si è innalzato istantaneamente (che sorpresa). Quindi, anche quello del gas e dell’elettricità (che sorpresa). Quindi dei trasporti (nahhhhh). E quindi, a breve, aumenteranno i prezzi delle merci trasportate su ruote (ma va? Suppongo che riguarderà anche nostri amatissimi rifiuti).
Immagino che, invece, non aumenteranno i prezzi delle merci trasportate a dorso di mulo.
 
Segue un favoloso commento a una pubblicità.
Hai problemi di stitichezza ?
 
(Finalmente qualcosa di interessante; i miei livelli di attenzione si innalzano un po').
 
Usa Evaqu; la prima supposta effervescente (mi metto a ridere. Penso agli utenti che si inculano con la Citrosodina ed em-anano – questa era tremenda – andidride carbonica contribuendo all'effetto serra come il bestiame in Nuova Zelanda). E quindi, penso a Elio e le Storie Tese (“faccio un vento e vi cambio il clima”).
 
Poi penso alla supposta che frizza e quindi al camioncino dell’ortofrutta. O al rumore del culo sudato sulla poltrona di similpelle. O allo shuttle.
 
Poi trovo lo spot su Zia youtube.
Supera tutte le mie fantasie.
 
OT: da diffondere assolutamente, il contagio laico.
postato da: ironicosclero alle 00:13 | link | commenti (16)
categorie: episodi
martedì, 12 febbraio 2008

A parte il fatto che non scrivo da quando (forse) c’era un governo.
 
A parte il fatto che non scrivo da quando (forse) c’era un governo. È che vorrei uscire dal mood inutile/indefinibile del 2007. Un non-anno, del quale esistono pochissime tracce sia sul blog sia in agenda. Pensare che un tempo annotavo azioni, intenzioni e umori di ogni giorno, tant’è che mettevo il voto a ogni giorno. Poi smisi l’11 febbraio scorso, 366 giorni non bisestili fa.
Evidentemente ho bisogno dei noti, rassicuranti comportamenti maniacali, e auspicabilmente di dare spazio al mio narcisismo in questo spazio in cui scrivo di quando mi scaccolo. Occorre assecondare questo fermento appena percepito, di quelli che ti fanno sentire vicino il salto quantico. O, ciò che è quasi lo stesso, ti fanno comprare d'impulso un paio di Camper in saldo. Al costo di un garage, ma è irrilevante.
Il 2007 è finito come il padreterno ha voluto (mi chiedo perché abbia voluto così). Decidendo di farsi ricordare per vari problemi di salute. Per esempio, a ottobre una colica renale con infezione ai reni. E una piacevolissima ospedalizzazione. Accanto a me giaceva un attempato signore che aveva subito un intervento piuttosto serio. Ogni due/tre minuti qualcuno gli chiedeva se avesse canalizzato (= emesso il primo peto o, con un po’ di culo – oooops – cagato i Colli Euganei). Egli evacuò solo grazie a un orrendo purgante al cioccolato (inflitto anche a me) alcolico come rum e pera senza succo di pera. Non senza aver sofferto e imprecato “Maronn’, ma tengo ‘i carriarmati rint’ ‘a panza?”. Ammetto con un pizzico di orrore che sorrisi per lìespressione. Devo dire, l'intera degenza fu un’esperienza istruttiva. In seguito alla big-colica non assumo (quasi) più cioccolata, pomodori, spinaci, carni rosse, fritture, salumi, formaggi stagionati, agrumi e derivati, coca-cola, vini, figurarsi i superalcolici (ma l’ospedale offriva timballi di riso, bastoncini di pesce, formaggi a profusione. Il tutto al gusto di monosodio glutammato della Val Chiavenna). Come piacevole effetto collaterale, da allora non sto fumando (e così ho ottenuto - fortunosamente - un risultato (il #5) auspicato a settembre scorso).
In seguito, ho scoperto un’avanzata osteolisi nella mascella, dovuta a un'infezione cronica e asintomatica, nell’area sovrastante il primo molare superiore. Le cui radici tra poco vedranno la luce; e poi finiranno in uno dei mucchi di spazzatura del napoletano. Voglio farmi un bagno nell’acqua benedetta di Lurdès.
Giusto perché il lavoro dà mai tregua, una ventina di giorni fa ci fu un gran bel vaffa con Bloody Mary (citata spesso. Per la prima volta qui. Anche qui, qui, qui. E anche in troppi altrove) . Vaffa innescato da lei per futili motivi, costringendomi a perdere il mio tradizionale savoir faire. Rinfacci incrociati per un’oretta (lei è più brava a fare la faccia schifata e a lanciare teatralmente gli occhiali su sulla scrivania, mirando però a una pila di carte per non rischiare di romperli). Il mio umore ha installato il Plug-In mi-chiudo-nell’armadio. E, dopo due giorni, l’aggiornamento non posso permettere a mignotte simili di influenzare così il mio umore. Stanco di essere maturo e signore (e perciò aggredito/aggredibile), ho fatto la spia alla SuperMegaProf. Tanto l’aveva già fatto lei. Ed era successo anche l’unica altra volta che, in tre anni, mi ero incazzato (avendo vagonate di ragione). Sono loro che ti riducono così. Forse ho ottenuto un risultato accettabile. Se ne deduce che nel lavoro, talvolta, occorra ripararsi sotto una sottana di ghisa.
Se avessi saputo che avrei dovuto abbracciare una simile filosofia, penso che non avrei avuto fretta di crescere.
postato da: ironicosclero alle 22:54 | link | commenti (16)
categorie: emozioni
mercoledì, 05 dicembre 2007

Trenuzzi.
 
Treni e truzzi. Binomio inscindibile.
Lo scorso week end ho fatto Napoli-Milano-Napoli; partenza il giorno dello sciopero generale (alle 17,48). E quando sennò?
Ma, si sa, Napoli travalica ogni legge fisica, o metafisica, o macroeconomica, o algebrica, o. Quindi il taxi mi ha portato in stazione in meno tempo rispetto a quello necessario in tante giornate normali, e mi sono trovato in stazione con un’ora di anticipo. Mai successo prima.
 
Finalmente, in treno.
Nonostante i richiami al silenzio e alla temperanza e all’abbassamento delle suonerie del cellulare, tutti vogliono comunicare il contenuto delle proprie conversazioni a chiunque nel raggio di uno sputo (quello che farei per crearmi il vuoto intorno; un giorno, all'uopo, griderò “un topo!”, oppure salirò in treno con uno zaino esplosivo).
 
All’andata.
Alla mia sinistra, una piacente signora sulla cinquantina. Il cellulare suona “Per Elisa” (Beethoven version) a Casoria e qualcuno applaude a Scandicci. Io perdo l’uso dell’orecchio sinistro. Cerco di ignorare la cosa lavorando. Non sono abbastanza concentrato per non sentire la signora ridacchiare pornotenera “ma come, mi vuoi chiamare ogni cinque minuti? Dàaaaaai, che disturbiamo”. E meno male che lo sa (fino a Bologna riceve almeno quindici telefonate).
 
Di fronte a me, uno che lavora al Conservatorio di Avellino. Lo ha detto a me e al suo interlocutore telefonico. E al capotreno. E alla Polfer. E alla signora sulla cinquantina. Ha avuto problemi in segreteria, ci sono ritardi nelle assunzioni, è stato redarguito da una signora dell’amministrazione...
Ogni tanto cerca di socializzare, ma sono troppo infastidito per rivolgergli più di un algido e snobbissimo sorriso d’or(d)inanza.
 
Sulla via dell’implosione per la fame, cedo e vado allo snack bar. Chiedo una focaccia al rosmarino (una delle poche cose che posso mangiare in questo periodo). Non c’è, naturalmente. Infatti lo spuntino in treno va procacciato entro i primi 30 secondi utili (durante i quali si compie la transumanza del viaggiatore). Dopo, restano gli alimenti citotossici per i ritardatari come me. Alle 21,30 trovo un tramezzino con radicchio, prosciutto e una cremina bianca probabilmente ottenuta mischiando idrolitina, doposole Collistar, inchiostro di china, verderame e diserbante xenobiotico. La ricetta del Napalm, spacciato allo snack Trenitalia.
Come uno spray gonfia-e-ripara, mi induce una pressione interna di 1000 bar. Posso essere usato per stoccare il metano. A fine viaggio mi contraggo come la signora Giannini durante il travaglio, eppurtuttavia sono affamato.
Evidentemente non esiste la legge di conservazione del volume. Peccato.
 
Un’occhiata rapida mi permette di stabilire che sono il solo che ha eliminato la suoneria e che parla a bassa voce.
 
Al ritorno.
 
Una bimba bi-trecciamunita (duenne all’incirca) saltella goffa finché, deterministicamente, non stampa la zucca sul tavolino Trenitalia. Non piange e, ripresasi dalla sorpresa, ricomincia a saltare imperterrita. Pochi minuti prima aveva pianto rapide e cascate perché la mamma le aveva tolto qualcosa da bocca.
La psiche vince sempre sul fisico.
 
Ho prenotato un posto finestrino, ma una signora, regolarmente seduta al suo posto, mi blocca il passaggio ed è tutt'uno con un display. Dopo un po’ si accorge di me e dice “Che, deve passa’? Può aspettare un attimo, che sto a spazzola’ er cane?”. Capisco che la signora sta coccolando il suo Personal Fido Nintendo. Sorrido allibito, e le propongo di scambiarci di posto (tanto devo lavorare; dopo, per ripicca, non mi schiodo per tre ore filate). Suo marito (di fronte) guarda “Z la formica” a volume-concerto. Dopo qualche mia occhiata assassina capisce che dovrebbe usare l’auricolare.
Il figlio, invece, sta giocando con qualche videogame e si spara in cuffia i decibel di qualche Turbojet. Mi sembra già cretino a sufficienza, quindi poco male. Tra le altre cose, non ha cognizione del volume della sua voce e ogni volta che chiama “mamma” tutte le mamme rispondono fino a Giarre.
Almeno non ricevono telefonate. D’altra parte hanno sostituito il parco-amici con il virtual pet, quindi perché cercarli?
Mentre stanno per scendere il figlio chiede:
“Mamma, ma MacDonald di che nazione è?”
La mamma non capisce la domanda [Ripetere n volte, con n comunque elevato].
Non so se stupirmi di più per la domanda o per l’assenza di risposta.
Alla fine la mamma risponde:
“Mah, c’è il 'Mac'. Allora è olandese”.
 
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mercoledì, 07 novembre 2007

 Altri deliri #2
-         La vigilia del congresso c’è anche un’altra scadenza (una scientifica, vera: spedire un lavoro all’organizzazione di un altro congresso; è un circolo senza fine). Verso le 15,30 sto per andare a prendere la SuperProf.ssa, quando squilla il telefono. È BloodyMary. Mioddio!
-        P&C. menomale che ti trovo. È un’emergenza. Ascolta: avevo comprato un SuperRegalo per la SuperProf.ssa, e credo di averlo dimenticato nello studio; è in una busta di StrafigoNegozioNapoletano, puoi andare a prenderlo?
-        Veramente sono rimasto solo, e non ho le chiavi dello studio. Magari lunedì posso farmi una scappata in facoltà e glielo recapito.
-        No-no-no-no-no-no-no-no, veramente pensavo di farglielo trovare in albergo, oggi pomeriggio.
-        [Ma è già oggi pomeriggio] Ma sta per arrivare, e sto per andare a prenderla. Come potrei precederla nella sua stanza? E comunque, come posso recuperare il regalo?
-        Puoi telefonare a TuoCollega, che dovrebbe avere la chiavi del laboratorio in cui sono le chiavi dello studio. Poi prendi il regalo, lo metti nel bagagliaio dell’automobile, tu e TuoCollega andate a prendere la SuperProf.ssa, la distraete un po’ alla reception dell’albergo, e tu nel frattempo sali nella sua stanza e depositi la busta sul letto.
-        [immagino la SuperProf.ssa defunta, stesa sul letto con le braccia conserte e la busta di StrafigoNegozioNapoletano al posto del crocifisso; una scarica elettrica dal cielo mi riporta alla conversazione] Ma TuoCollega è via. [....] Va be’, ho capito. Farò il possibile.
-        Riescici. Siamo nelle tue mani.
Non immaginavo che un regalo contenesse un tale potenziale di responsabilità. Pensando all’immane peso che sostengo, sudo roso dall’angoscia (vomito). Faccio un paio di telefonate, e scopro che il regalo è già stato preso e recapitato da un’altra collega. La adoro.
-         La scadenza scientifica, dicevamo. Gli ultimi giorni (o gironi?) i siti dei congressi sono intasatissimi. Quello in modo particolare. Per spedire due comunicazioni a congresso (in condizioni normali servirebbero 20 minuti al massimo) impiego 8 ore di tentativi, per poi andare a letto stremato alle 3 del mattino dopo. Anche stavolta, non ho collassato, benché il Sistema me lo chiedesse a gran voce (chissà perché).
-        Tra gli ospiti d’onore c’è EmeritoProfSuperStronzo. Che ha fatto una splendida comunicazione e poi ha deciso di vanificare il suo contributo facendo pureé di coglioni per ogni cosa. L’eminenza, pare,  è proporzionale alla radice quadrata dei capricci cui si pensa di aver diritto. Alcuni esempi. (i) Al cocktail di benvenuto si è lamentato perché, nonostante tutto fosse pronto (ore 20,30, prestissimo rispetto agli orari napoletani), non consumavamo bevande e cibi. Gli spieghiamo che occorre aspettare il sindaco che farà un discorso inaugurale. Lui pensa che sia uno schifo, a prescindere. Ma è americano e il bon ton sta a lui come l’umanità a Condoleezza Rice. Lo so, e io sono razzista e presuntuoso. (ii) Seconda sera, c’è una pizza informale. Lui è celiaco, e la cosa viene puntualmente comunicata a un cameriere, che propone un po’ di alternative. In seguito, serve al tavolo un altro cameriere, non informato della variazione. Questo, interrogato dall'EmeritoProfSuperStronzo, si mostra impreparato sulla questione. EmeritoProfSuperStronzo viene a lamentarsi con noi (Organizing Committee). Poi gli arriva il pasto precedentemente concordato. Nessun boccone gli va di traverso, peccato. (iii) Terzo giorno: la cena di gala, con annessa gita turistica. Momento ferale. 300 partecipanti. Qualche lungaggine, ma ci sediamo a tavola alle 21,30. Troppo tardi per l’americano, che ovviamente si lamenta. Devono avergli disinstallato l'applicazione elementare “accetta le usanze dei luoghi che visiti”. Vorrei spegnergli una cicca tra gli occhi. (iv) Chiede a un’organizzatrice di procuragli del miele (devo chiedere a qualche tesista di farmi le pulizie, giusto per fare il tipo forte). Miele non industriale, né artigianale (quale sarà l’opzione C? Benedetto?). Chiede poi a una malcapitata ragazza di ordinarlo. Lei è una congressista e sarebbe anche un po’ impegnata, ma l’applicazione “rispetto dei tempo altrui” non gli deve essere stata mai installata. Stranamente dopo si rompe le tenere gambine e compra il miele per i cazzacci suoi. Secondo me esclusivamente perché non si fidava della mandataria.  (v) Durante una comunicazione orale, attacca duramente un relatore reo di aver sottolineato i limiti di una certa linea di ricerca. Guarda caso, quella seguita da sua moglie. Per dirla tutta, ha torto marcio.  Pozze e pozze di vomito.  
Questa la crema della crema della crema degli intelletti.
Figurarsi i cretini.
 
postato da: ironicosclero alle 22:19 | link | commenti (20)
categorie: episodi

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