Guazzabugli dell'esistere

Spigolature, paturnie, eccidi sentimentali, minestroni e deliri, sperando, dove possibile, di infilare qualche sorriso.

Chi sono

Utente: ironicosclero
Partenopeo un po' per forza e un po' per passione. Disincantato ma romantico (a sorpresa); accogliente ma anche spigoloso; solitario all'inverosimile benché socievole; sensibile ma distaccatissimo; mutevolissimo ma anche costante (universale); pigro ma iperattivo; logorroico oppure silenzioso; sintetico quantanche ampolloso; diffidentissimo a dispetto di una ricorrente, sconcertante ingenuità; tollerante ma col vaffa sempre pronto in gola. In sintesi, vagamente schizofrenico. Parte di quello che scrivo finisce sul blog, sul quale piovono sensazioni ed episodi, d'impulso e no.

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Questo blog non è un essemmesse!

lunedì, 29 dicembre 2008

La guerra dei sessi.

 

Dove lavoro sono tutte donne, tranne me e un altro Povero Derelitto (PD2), e pranziamo tutti assieme nello studio che condivido con due donne (una mamma e una no). Intorno alle 13,30 sono/siamo invasi da un uomo, appunto PD2, e molte donne; queste appartengono al club delle brave-mamme-e-professioniste-rampanti.
Nei periodi immediatamente precedenti una qualunque ricorrenza la Super Mamma di turno spiega il segreto per fare 15 portate in 40 minuti. Le altre annuiscono elargendo preziosi consigli non richiesti (ho già parlato della complicità femminile? E del fatto che le donne sopportano meglio il dolore – è scientificamente provato? E che sanno fare più cose contemporaneamente?). Commovente.

Prima di Natale aggiornano l'aaplicazione poiché gareggiano a chi-fa-di-più-prima-e-meglio-e-fa-la-tavola-più-figa. È, concettualmente, come se io e PD2 ci chiudessimo in bagno con il righello.

Perché loro sono madri, professioniste, figlie e mogli perfette (saranno anche zoccole a letto?). E si lamentano dell’inutilità dei mariti (mere macchine da riproduzione?) e degli uomini in generale (questo, ogni santissimo giorno - troppe donne messe insieme formano l’equivalente speculare di troppi uomini in un Bar Sport). Sai che piacere, abbozzare sempre.

Finito di tessere le proprie lodi.

Una di loro, per introdurre una variante nella conversazione, improvvisamente provoca.

 

-          PD1 e PD2, voi cosa preparerete a Natale?

 

Parole dense di sottintesi. Voi maschi lascerete che le vosre madri anziane, esaurite e malandate si spezzino la schiena mentre scorreggiate come un OM Leoncino o giocate alla Pleistèscion. Poi vi abbatterete sul divano dopo aver bevuto come idrovore per poi alzarvi con uno strategico mal di testa ed essere ulteriormente coccolati dalle mamme esauste ma eroiche grazie alla forza dell’ammore.

 

Ok, la mando affanculo.

 

-          Uno bravo potrebbe aiutarvi a superare il vostro odio atavico verso gli uomini.

[PD2 mi guarda sorridendo; e anche un po’ allibito].

 

-          Ma dai, è così che funziona.

 

Un classico: chi parla per frasi fatte cerca di rafforzare i propri slogan con altri slogan.

 

Scatta il secondo vaffa.

 

-          Non vi sentite trasudare luoghi comuni?

[Contravvenendo a molte regole grammaticali, ho accentato l’intera parola “trasudare”].

 

-          Ma no! Ma cosa dici? Guarda che è proprio così.

[Una esce in fretta dallo studio, un’altra sparecchia evitando il mio sguardo].

 

-          Male. Dovreste. Caffè?

[L’ultima è fuori].

 

Sì, grazie. Non senza imbarazzo e risentimento. Amo entrambi questi [loro] sentimenti.

 

La pagherò cara, lo so. Ma è stato bellissimo. Perché ultimamente, noto con venefica felicità, mandare affanculo mi riempie di una gioia selvaggia. E mi piace che mi piaccia. Credo che continuerà.

Che la stagione del crepate per cortesia prosegua.

postato da: ironicosclero alle 02:08 | link | commenti (14)
categorie: emozioni, episodi
martedì, 02 settembre 2008

 

Il rientro al lavoro è scandito, tipicamente, da bronzee abbronzature, pettinature pettinate e perfette, garruli racconti su dove si è garrulato, cosa si è fatto, bacin bacetti indiscriminati.

Il mio rientro, invece.

Nei giorni immediatamente precedenti l'attraversamento del cancello di ingresso (“per me si va tra la perduta gente”) ho volontariamente (e totalmente) ignorato il fatto che settembre si fosse fatalmente presentato al mio (infastidito) cospetto/coRpetto; mi sono fatto venire una mezza ulcera e un mezzo attacco di panico la mattina del primo giorno di lavoro (oggi), totalizzando così un malessere completo; ho languito per quanto possibile tra le lenzuola facendo la solita tattica-struzzo (se infilo la testa sufficientemente in profondità nel cuscino il resto del mondo si fermerà e/o non si accorgerà di me); ho fatto un po’ di servizi per procrastinare il più possibile l’improcrastinabile rientro; ho deciso che sarei riuscito a vivere almeno la prima giornata tranquillamente1. Esordisco benissimo: non sorrido che all'unica collega a cui voglio sinceramente bene. Ciò è poco universitario.

 

1Nonostante tutte le primavere che ho addosso, riesco ancora a crederci quando mi dico simili sciocchezze. Sono l’unica persona che riesco a prendere per il culo.

 

Risultati.

 

-         Entro nel mio studio, il computer è stato spostato per permettere di ripassare i pavimenti a cera. Mi chiedo perché, visto che è linoleum. Pazientemente risistemo i cavetti e mi accorgo che non c’è rete. Risistemo anche il cavo LAN. Ostacolo #1 superato.

 

-         La segreteria chiama piuttosto incazzata chiedendo a una delle mie colleghe di studio “Il Dottor P&C quando torna?”. Ella risponde “Il Dottor P&C è appena arrivato, è qui”2. Una ragazza chiede una firma. Deve fare un tirocinio in azienda su una materia che ignoro del tutto. Le auguro buon lavoro con il tutor aziendale, e risponde “Veramente vorrei collaborare con lei”3, “Sì ma lei avrà un tutor aziendale” “Sì, ma non penso che mi seguirà molto” “Non credo, e d’altra parte è un suo preciso dovere indirizzarla. E come fa a saperlo?” “Secondo me non mi seguirà” “Bene, allora se fa ricerche bibliografiche mi mandi i file e vediamo”. Obiettivo #2 batte P&C parecchio a poco.

 

2Alcuni miei colleghi sono ancora in vacanza, io invece sono tornato il 2 settembre invece che il primo. Pur essendo io io, non riesco a sentirmi in colpa. Come ogni anno, non pubblicizzo il fatto che ad agosto mi fermo a lavorare una settimana in più dei comuni mortali, e quindi alle basse sfere sembra che mi sia sgraffignato un giorno. Come se potessero dirmi qualcosa.

 

3Pur non conoscendomi, ritiene di poter succhiare (anche lei?) parte delle mie energie. Ma mi difenderò, ahhhh se mi difenderò.

 

-         Il marito di Bloody Mary fa la festa per i 40 anni. BM invita una SuperMegaProf ignorandomi scientemente. Saltello intimamente di gioia4. Dopo una mezz’oretta mi si presenta il suo amato consorte in persona. Mi si gela il sangue nelle vene, e capisco. Mi consegna personalmente5 l’invito. Lo ringrazio ipocritamente e maledico la mia abitudine di non portarmi il brandy al lavoro per superare certi momenti. Ostacolo #3 batte P&C moltissimo a pochissimo.

 

4Per lo scampato pericolo.

 5Avrei dovuto aspettarmelo: BM è perfetta e ha quindi sposato un uomo altrettanto perfetto, che decide di invitare colleghi della moglie che ha visto 3-5 volte in vita sua, che fa stampare i bigliettini, che va personalmente a consegnarli5bis  

5bis Non poteva delegare alla moglie qualche invito, formalmente non è corretto.

 

Cerco di organizzarmi l’anno, domani ho vari appuntamenti. Mi sa che è proprio ricominciata. E i prossimi undici mesi?

Ah, ma quest’anno non farò come gli altri anni. Quest’anno no, non mi esaurirò6.

 

6Come dico ogni santissimo anno. Questa affermazione è talmente cretina che non riesco a crederci nemmeno io.

 

Proprio no, quest’anno mi vorrò bene7.

 

7Ok, che partano i fischi.

 

lunedì, 11 agosto 2008

Guido. Partènope è impregnata di un’afa insopportabile; sembra che i Numi abbiano passato la città sotto la vaporella. Percorro strade malfamate assaje; sfrecciano ciclomotori con su intere famiglie senza casco o, peggio, con un giovane che indossa il casco (sarà uno scippatore); o, peggio, con due persone che indossano il casco (sicari, sicuro). Non ho l’aria condizionata e ho il finestrino abbassato, per cui infilo il computer portatile sotto il sedile per quanto mi riesce (buona scelta la borsa nera, è difficile da notare nell’arco temporale – 5/10 secondi – necessario per scippare dentro un’automobile; fosse grigio topo sarebbe anche meglio).
 
Parcheggio (facilmente) vicino a un negozio di arredamento. Entro, e chiedo informazioni giocando a tycoon che sa quello che vuole; chiedo di tempi di consegna e costi di quel tavolo; di quelle sedie; di quel divano letto; sì, mi serve largo meno di 1,80 metri; non fa niente se due persone ci dormono scomode, ho forti limiti di spazio; sì, ci metterò a dormire solo persone che si vogliono molto bene <sorrido>; ho capito, i divani fuori misura standard divano non sono in offerta ma come le ho detto ho problemi di spazio.
Il negoziante mi asseconda un po’, poi mostra di volermi sganciare, e mi irrigidisco.
Mi sta trattando da perditempo e mi fa rivivere sgradevoli esperienze precedenti1.
 
1Esempio. Mi serviva una porta, e venivo sempre liquidato velocemente, forse perché non spendevo troppo. Ogni domanda generava risposte evasive; richiedere il catalogo o il prezzo degli articoli ipotizzati richiedeva strazianti insistenze1bis.
 
1bisSituazione tipo. Un amico mi accompagna da un rivenditore di porte. Chiediamo Quanto costano le porte in questo catalogo? Dipende, tra 350 e 800 euro [quale costa 350? Quale 800? Quale un prezzo intermedio?]. Io mi avvilisco e lascio stare, l’amico più insistente di me riesce a estorcere 3 (!) prezzi in un intero catalogo. Alla nostra sinistra, la felice coppietta uomo-donna-sposaturi è attorniata da quattro (!) persone; gli stanno offrendo il caffè e sorridono molto commerciali. Molto vomito.
 
Mi dice con gentilezza:
 
- Senta, forse è meglio se torna dopo le vacanze con la signora.
 
Ecco, mi sono incazzato. Sibilo odiosissimo.
 
- Quale signora?
- Sua moglie.
 
Rasentando la maleducazione, taglio cortissimo con un orrido sorriso in faccia.
 
- Io decido da solo. Io vivo da solo.
 
Il tipo cerca di ostentare modernità e amplitudine di vedute.
 
- Ah, be’, che c’è di male, oggigiorno è normale, capita spesso. (Altri luoghi comuni)
 
Risponde affrettatamente, per cui penso che in cuor suo pensi che ci sia parecchio di male; che io rappresenti una grossa scucitura del tessuto sociale, un’anomalia2.
 
2Chissà, forse ha un po’ di ragione.
 
Non siamo stati superati solo dalla Spagna.
Però siamo in Europa, si vede assai. Che culo.
venerdì, 08 agosto 2008

Il (pen)ultimo giorno di lavoro è andato. Una voglia de fatica’ che non ti dico.
Siamo rimasti in sei sfigati che nella pausa pranzo cercano carponi (e caproni) i fastfùd aperti. Che, nonostante siano in numero sufficiente, mostrano scaffali che ricordano per varietà di merci esposte un minimarket siberiano (Abbiamo tranci di pizza e saltimbocca1. Cosa prende?).
 
1Qui a Partenope il saltimbocca è un panino, fatto di pasta per pizza, e variamente imbottito con formaggi e salumi da outlet. Scegliere tra esso e un trancio di pizza non è una reale alternativa.
 
L’aria intorno l’università è spettrale, specialmente con questo caldo. C’è poco traffico. Poche persone che boccheggiano camminando radenti il muro per rosicare un po’ d’ombra e parlano a voce bassa perché (le loro voci) non sono coperte dai rumori del traffico e delle altre voci. Si riescono a distinguere i suoni (un passo, una porta che si chiude).
Noi mangiamo e ci caffeiniamo in fretta per tornare a goderci l’aria condizionata. Gli open space non hanno finestre ma in questo modo aumentiamo le nostre chance di sopravvivenza2.
 
2Non c’è nulla di naturale in tutto questo. Fuori non c’è quasi traccia di verde, e non si può respirare altro che polvere e scappamenti; l’ambiente interno ricorda nel colore Padiglione Cancro, e la malsanissima aria condizionata assicura qualche malattia da raffreddamento anche nella stagione estiva.
 
La giornata, benché sia agosto, è produttiva. Strano.
Ma ho sonno, parecchio. Voglio smetterla. Voglio togliermi di dosso la fatica di un anno troppo lungo durante il quale sono invecchiato di molti anni. Per onorare le mille scadenze di settembre dovrei lavorare selvaggiamente tutto agosto ma la mente resiste poche ore, poi chiede una pausa, una stronzata; un’evasione; un servizio stupido; chiede Ti prego, fermati. Fermami. La ascolto, o mi racconto che la sto ascoltando, e vado in un negozio di arredamento3.
 
3Non è vero, non le sto dando retta. Ho solo sostituito devo lavorare con devo comprare tavolo sedie divano. Dovrei disinstallarmi qualche applet dal software Super-Io v 21.95. Dovrei dire devo meno volte.
 
La mente, rassegnata, dimentica assieme a me i miei desidererei.
Se almeno me ne rendessi conto.
postato da: ironicosclero alle 02:31 | link | commenti (5)
categorie: emozioni, un pizzico di affari miei
domenica, 03 agosto 2008

È che manco da tre mesi (!). Ed è che sono un po' stanchino per una milionaia di motivi, e che pertanto non ho voglia di comunicare un Gran Che(r). Tanto che mi chiedo se il mio nick abbia ancora senso in questo momento (solo la metà 2/2, immagino). È che ci sono le troppe cose da fare, e il continuo delirio metropolitan-chic. E il caldo. E non ho ancora visto il mare se non passando per via Caracciolo.
Quindi non so se ce la posso fare. Questo penso mentre tolgo dalle scatole un po’ di libri nel tentativo di riportare la (brand?) new home allo stato di casa vera, sperando che dismetta questo aspetto da campo rom che farà anche tanto Jean Genet/Pier Vittorio Tondelli, ma ricorda troppo da vicino l’emergenza rifiuti che il nostro amato Pres. Cons. ha così brillantemente/velocemente risolto. Fino a quando non riesploderà, ovcòrs.
Ho quindi una forte voglia di vaporella ed essenza di violetta per debellare disordine acari materia pulverulenta. Non possedendola, però, finisco per passeggiare un po’ smarrito su iu-tiùb, e ritrovare, affascinantissimo, l’allucinatissimo video di “True faith” dei New Order. Per ora mi limito a postarlo, poi non so quando ritorno, ma un giorno lo farò, almeno credo.
Bacissimissimi. J

lunedì, 28 aprile 2008

Sinistre elezioni.

 

Le commento in netto ritardo, ma chi se ne frega (il ritardo è la mia condizione standard).

Insomma, loro1  hanno vinto. E uno che militava nel Fronte della Gioventù è Sindaco di Roma. Mi pare indicativo dell’amore che l’ala sinistra ha saputo convogliare. Altrove.

 

1Sentita oggi: “La sinistra ha messo l’Italia in ginocchio, la Destra sta per metterla a 90°”.

 

Ma sopravvivremo: abbiamo superato vent’anni di fascismo, cinquant’anni di DC, e abbiamo già sfangato tre lustri di imbarbarimento culturale2, 2 bis.

 

2Avevo votato Sinistra Arcobaleno (mai un voto a chi accoglie la Binetti nella sua compagine), poi è sparita (la SA, ovcòrs). Fosse così anche per il il Nano, tra cinque anni lo voterei.

 

2 bis Mi chiedo se riusciremo a superare anche i lustri a venire. Ora come ora mi sembra che mi manchino le forze, ma come i topi spero* di abituarmi a tutto.

 

* (temo)

 

Quindi dopo essere stati governati per due anni da creature ondivaghe, inconcludenti e piegate3, dal 13 aprile il potere è detenuto da individui rozzi, razzisti, violenti e volgari. Essi dovranno decidere di politica economica/estera, sanità, istruzione, ricerca. Far prendere decisioni del genere a gente di destra è un po’ come chiamare me a decidere di trend-setting per la primavera/estate 2009. O Mino Reitano invited speaker a un congresso come genetista emerito4.

 

3 Al politically correct. E perpendicolarmente (= a 90°) rispetto al Vaticano (Uh! Ma allora sono attivi! Il mondo non finisce mai di stupirmi).

 

4 (Meglio non fare gli spiritosi: con questi chiari di luna Reitano potrebbe potere)

 

Per come stanno le cose oggi, il Sistema è blindatissimo. Infatti:

-    essi, benché viziatissimi e strapagati, non sono tenuti a dar nulla in cambio5; i precedenti penali non scoraggiano6 l’accesso alle succitate posizioni;


5 Ecco perché il loro posto di lavoro è così ambito.
6 (e forse incentivano).

 

-    le competenze non hanno rilevanza. Un esempio per tutti: il Ministero dell’Ambiente. Non mi risulta che in materia ambientale deliberino ingegneri, fisici, chimici, geologi, agrari. Nessuno, che io sappia, si è preso la briga di (i) spiegare gli slogan ambientalisti7 (ii) legiferare contro l’industria del packaging – e.g. introducendo tasse mostruose sulla produzione dei materiali da confezionamento non biodegradabili in modo da renderli economicamente svantaggiosi; (iii) incentivare per davvero la trazione elettrica, promuovendo l’impianto capillare di centraline per la ricarica (la cui assenza di fatto blocca qualunque diffusione significativa di veicoli elettrici). Si potrebbe anche finanziare la ricerca per realizzare accumulatori con isteresi sempre più bassa; (iv) saponificando Alfonso Pecoraro Scanio (fatto molto ecologico); (v) saponificando Berlusconi-Calderoli-Borghezio-Santanchè-Rutelli; (vi) saponificando anche me, che sono qualunquista.

      7 IMHO, per esempio, il nucleare è necessario; e osteggiarlo è suicida oltre che ipocrita visto che noi italiani ne facciamo uso7 bis pur non producendolo7 ter. È un po’ come se dicessimo che wurstel e crauti fa male, ma poi li importassimo spacciandoli per pizza, e lamentandoci che costano troppo; e proponendo mille strategie – panacee? – per risparmiare un crauto all’anno a testa7 quater.
7 bis (importando il surplus energetico dei Paesi confinanti con noi).
7 ter (vantandocene).
7 quater A dirla tutta-tutta, più che il nucleare in sé, mi fa paura la gestione italiana del nucleare.

 

Tutto il resto è nausea; una nausea che essi hanno interesse a tenere viva. Infatti, più è forte lo scollamento tra cittadino e istituzioni più il sistema politicopuò autoalimentarsi. Tra l’altro con 300.000 voti (cito a memoria) si forma un governo, quindi la possibilità che l’intera classe politica sia delegittimata con l’astensionismo è nulla. Qualcosa potrebbe cambiare se/quando essi capiranno che garantire benessere, stabilità, sanità, e tutte queste minchiatelle ai cittadini, alla lunga, sarebbe un fatto positivo per il tornaconto di essi stessi. Fino ad allora, poco o nulla da fare.


8 Le elezioni svoltesi il 13 aprile e non il 6 affinché le merdacce potessero maturare la meritatissima pensione mi sembrano indicative.

 

Inoltre, visto che nessuno strumento civile di dialogo/dissenso (esposti, denunce, manifestazioni, cause, finanche gli arresti) sembra aver efficacia, capisco come si possano essere sviluppati gli anni 70 (nell’accezione di lotta armata/anni di piombo/Lotta Continua/strategia della tensione/attentati/libero sfogo alla fantasia).

In questo panorama è quasi irrilevante che i piccoli partiti abbiano un peso spropositato9. Nel frattempo, la legge elettorale non è cambiata e quindi per altri cinque anni assisteremo vomitando alle solite lotte di potere dei nostri politici dediti solo a tamponare la loro insaziabile, psicotica bulimia di potere. Le riforme10 resteranno un’ipotesi11, non essendo nei fatti priorità del governo.

 

9 Il governo è collassato per patetici, noti dispettucci aventi Masty al centro. Praticamente, la batracomiomachia.

10 Quali e quante sarebbero, almeno nelle intenzioni? Quante volte saremo richiamati/multati dalla Comunità Europea per gli innumerevoli mancati adeguamenti a qualche direttiva comunitaria?

11 Anzi, resteranno ipotese.

 

Vogliamo anche parlare delle colpe sinistre? Del fatto che i sindacati hanno provato a mettere gli imprenditori con le spalle al muro, e che quindi gli imprenditori sono andati a cercare operai  a buon mercato nel sottosviluppo12 del mondo? Che i fatti hanno tristemente dimostrato che lavoratori e impresa presentano solo due differenti espressioni della stessa violenza13? 

 

12 Dove si può produrre nel totale disprezzo di ambiente, sicurezza sul lavoro, previdenza sociale. Ed è (anche) così che la Cina è diventata l’unica potenza mondiale12 bis.

12 bis (e la più arrogante/brutale/insopportabile)

 

13 IMHO, il precariato è stato la risposta incivile del mondo imprenditoriale alle pretese di parecchi lavoratori di essere pagati senza dover fornire in cambio alcuna prestazione (troppi permessi, giorni di malattia, premi di produzione, assenteismo, produttività bassa). Lavorando nel pubblico, ho davanti agli occhi un buon 20-30% di persone che fanno così. Naturalmente non sono stati puniti i vecchi fannulloni, ma i nuovi volenterosi 13 bis. Adesso che i sindacati contano quanto l'ONU (e cioè nulla) sembrano aumentare i morti sul lavoro perché la produttività vale più della vita umana. Non ci sono innocenti.

13.1 (Forse)

 

Qualcuno mi aiuta a trovare un brandello di speranza? O almeno di illusione?

 

postato da: ironicosclero alle 23:10 | link | commenti (21)
categorie: emozioni, attualità da casalinghe
venerdì, 11 aprile 2008

nopechino.jpg

Ecco la lista

(da www.mentecritica.net)
postato da: ironicosclero alle 00:54 | link | commenti (12)
categorie:
martedì, 08 aprile 2008

Frulllllll….
 
I periodi schizzati si alternano a periodi più schizzati. L’andamento è monotono crescente. E quindi, non bastando il superlavoro, l’igiene alimentare forzata, un’infezione cronica a un dente, i corsi, i capi, le riunioni, i due luoghi di lavoro, l’orrida necessità di contattare fornitori, ora ci si mettono anche i lavori di casa (si minacciano alcune settimane si delirio).
E così mi trovo catapultato in un mondo fatato. Nel quale è normale smontare mobili nottetempo (e svitare, e smembrare), ritrovare vecchissime fotografie (e scoprire che a 20-22 anni ero abbastanza più in carne di oggi. E va bene. Più grave è stato scoprire che il grado di invecchiamento relativo al periodo 30 anni-oggi è molto superiore al grado di invecchiamento 20-30 anni. Ciò è altamente non lineare. Ho vergogna dell’argomento capelli), scovare cose anziane come l’abbronzante Bilboa prezzato in lire (e il tanfo si misura in candele), utilizzare i sacchetti sottovuoto per conservare oggetti voluminoso (e notare che le valvole non tengono come atteso, e che ogni operazione va ripetuta una ventina di volte ).
Quello che non è normale è fare tutti questi servizi con LadyM (mia màtre).
 
Esempio #1.
 
- Mamma, mi prendi un altro sacchetto per il sottovuoto?
- Aspetta, dove metterai le coperte [non rispondo, e quindi non scado nel volgare]? C’entreranno [ma se ne stiamo riducendo il volume; e comunque non ti ho detto dove]? Poi dobbiamo scegliere in che combinazione mettere i plaid, e i copriletto, e le coperte fatte a maglia [propongo a cazzo] Ce ne sono solo due [di sacchetti], poi come si fa? E poi…
- Mamma. Adesso facciamo un gioco: io dico “Prendi un sacchetto per favore”, e tu dici “Sì, subito” e non discuti. Proviamo?
 
Ha obbedito. E ha funzionato.
 
Esempio #2.
 
- Dove butti la spazzatura?
- Nella spazzatura.
- Lasciala a me, tanto domani mattina scendo.
- Sì, ma io sto uscendo adesso, e il cassonetto è vuoto [capita di rado, NdA] e a un metro dal portone.
- Sì, ma domani potrò mettere la spazzatura nel carrello della spesa e…
[reiterare altre n volte]
- Mamma, adesso facciamo un altro gioco. Io ti dico che butto la spazzatura e tu dici solo “Va bene”. Ti va?
Ridurre le parole superflue è facile in modo imbarazzante.
Adesso scappo, che devo sminare una stanza.
 
OT, forse. Un irrinunciabile test elettorale

Mentecritica: Il Gran Quiz Elettorale

Fai il Quiz!

E il mio profilo è, sorprendentemente ma non troppo, il seguente:
 

Disilluso.

Niente da fare, la tua visione dell'attuale situazione politica in Italia è o troppo limpida o troppo ingenua. In alcuni casi vedi le cose per come dovrebbero essere e non per come sono, altre volte, con consapevole distacco e una punta di disillusione, sei capace di dare giudizi sarcastici e taglienti provocando e provocandoti quell'inane sussulto di riso amaro che spesso consideri, quasi senza accorgertene, l'unico piccolo piacere che il mondo politico ti darà mai. Hai capito tuttavia che non te ne fai niente, come hai capito anche che ormai in Italia il diritto di voto è come la patente: tutti ce l'hanno e, non solo non ci rinuncerebbero mai, ma si sentono anche in obbligo di usarla. Così c'è chi va a votare pur non sapendo per chi o perche´ per quel chi, e c'è chi va in auto al negozio dietro l'angolo al quale prima andava sempre a piedi. Nonostante questo, molto probabilmente, insieme a tutti quelli completamente dimentichi delle battaglie per la democrazia e di cosa voglia dire veramente 'delega', andrai anche tu nuovamente ad esprimere un giudizio sull'abilitè dei designer dei simboletti di turno. Scegli con giudizio, soffermati sulla qualità della linea e sulla ragionevolezza degli accostamenti di colore, nonche´ sulla coerenza della composizione nel suo insieme: da te dipende il nostro futuro.

postato da: ironicosclero alle 19:24 | link | commenti (7)
categorie: un pizzico di affari miei
mercoledì, 02 aprile 2008

Questo sono io

 

Per quanto, con un po' di nichilismo, orgoglio, nausea, eccetera eccetera, probabilmente legati a un uso sconsiderato di Report, The Guardian, pensiero logico, vorrei dichiarare la mia volontà ferrea di distinguermi da tutti LORO, e quindi non mi sento vicino a nessuno di LORO e in sintesi ribadisco il mio essere altro da (= migliore di) LORO.

Mi lascia perplesso che nel Politometro siano occupati solo il I e il III quadrante, il che esclude la possibilità che esistano le figure (1) laico + conservatore e (2) progressista + confessionale. Questo rappresenta una realtà politica tagliata con l'accetta, e non fa altro che ribadire che sono (e siamo) altro da loro.

Contributi previdenziali a parte, direi "per fortuna".

(Errata corrige: avevo scritto "II" e "III", e non - correttamente - I e III. Infilo la faccia nella fossa settica per la vergogna)

postato da: ironicosclero alle 10:26 | link | commenti (2)
categorie: attualità da casalinghe
venerdì, 28 marzo 2008

[…..] Svegliatevi bambini.
 
Piove ininterrottamente da due settimane, fa un discreto freddo e ho il naso chiuso. Però non cola: al suo interno varie concrezioni databili solo con gli isotopi radioattivi bloccano il normale afflusso di ossigeno. Che culo.
 
  • Sento un’amica della provincia flegrea
    “[cut] Come va con la spazzatura da voi?”
    “Abbastanza meglio: la ritirano quasi ogni settimana e le montagne non crescono più [cut]”.
    Ho l’ennesimo moto sussultorio alle budella (n è molto ma molto elevato).
 
  • Una Prof. anziana mi chiede “ci sei al Consiglio di Facoltà?”
    “???”
    Rifà la domanda, stavolta parecchio astiosa. Rispondo negando cortesemente, chiedendomi come mai loro sapessero e io no. Magari non mi riguardava, magari non mi è stata spedita una mail. Purtuttavia, è emersa la cronica sindrome dell’inadeguato. Tonnellate di domande inutili hanno fatto defileé nella mi cocuzza (“Cosa mi è sfuggito?” “Come posso essere sempre così distratto?”). Mi stanco da solo per questi atteggiamenti autodistruttivi.
 
  • Ho un matrimonio hollywoodiano tra poche settimane. Sarà a Ischia, promette bene. Ho paura/vergogna di dire quanto si minaccia di mettere come quota pro capite. Devo decidere se ritengo l’invito a un matrimonio (p a certi matrimoni) un reato contro la morale o contro la persona.
 
  • Entro in casa alle nove dopo il lavoro la spesa il traffico e giri inimmaginabili per parcheggiare la CessaMobile. Che è ferma in posizione impossibile. Porto i sacchi per la spesa, il pc portatile, l’ombrello. Dimentico un’altra borsa, torno alla Water-Mobile smadonnando.
    Poi mi sfuggono le cose di mano, stacco involontariamente l’auricolare dal cellulare milioni di volte; poi mi accorgo, mentre ho i guanti da cucina, che c’è un oggetto metallico e appuntito nella lavatrice. È la spilletta con cui unisco i calzini per non doverli faticosamente appaiare dopo il bucato. Togliere guanti, (aspettare) togliere spilla, riavviare la lavatrice.
    E cadono di mano cucchiare e taglieri (e tanta schiuma di eco-sapone; “eco” perché per immettere meno tensioattivi nell’ambiente diluisco il sapone con l’aceto. E differenzio anche la spazzatura. Qui, tali gesti hanno un che di grottesco. Forse mantengo un comportamento civile solo per sentirmi superiore, sbagliando. Superiore, ovvio, a quell’incredibile massa di sottosviluppati dei miei concittadini). E si rompe (= rompo) una ciotola. E mi partono di mano varie mollette mentre stendo i panni.
    Smadonno, stavolta a voce abbastanza alta. Mi sa che sono un po’ stanco e insofferente. E ho la sensazione di non sopportare niente e nessuno. E ho sonno. E non ho fatto quello che avrei voluto fare. Come ogni giorno, d’altra parte. Rifletto anche che i miei piani non sono irragionevoli. Tuttavia, riduco progressivamente il numero di attività programmate e, per quanto poche siano, me ne sfuggono sempre alcune.
 
Bestemmio, vado a letto. Anche per oggi le domande parassite hanno vinto.
È primaveraaaa…..
 
 
postato da: ironicosclero alle 00:56 | link | commenti (10)
categorie: emozioni, episodi

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